"La tomba del canarino" di Isabel Giustiniani (Il romanzo di Tutankhamon vol.4) - Self Publising

Quella che vi propongo oggi è una lettura interessante e particolare, in cui si mescolano piacevolmente verità e fantasia. Isabel Giustiniani ci riporta in Egitto e ci fa assistere di persona ad una delle più grandi scoperte archeologiche del secolo. Il ritrovamento e l’apertura della tomba di Tutankhamon.





Titolo: La tomba del canarino
Autore: Isabel Giustiniani
Serie: Il romanzo di Tutankhamon vol.4
Casa Editrice: Storie di Storia
Data di pubblicazione: 9 Novembre 2019 
Genere: Romanzo storico


Dopo averci fatto assistere alla morte di Tutankhamon, avvenuta poco tempo dopo essere diventato faraone nel libro “Il sigillo di Anubis”. Ci ritroviamo ora, molti secoli dopo, di nuovo nella Valle dei Re, dove europei in cerca di fama e avventura si contendono i reperti di un antico passato. Sono tanti gli archeologi stranieri che scavano le sabbie del deserto, alcuni veramente interessati a scoprire il passato, altri attirati dai possibili tesori che potranno poi spedire nei rispettivi paesi.

Fra i tanti vi troviamo anche Howard Carter un giovane studioso, che si distingue dagli altri per l’amore sincero che sente verso il suo lavoro, e la cortesia e gentilezza che usa nel rapportarsi con gli egiziani che lavorano per lui. Nelle prime pagine del libro lo vediamo in grande difficoltà ha perso un incarico prestigioso, ed al momento si sostenta a malapena vendendo quadri ai turisti, ospite di uno degli uomini che un tempo lavorava per lui. Ahmed, non ha esitato un attimo ad aiutare lo straniero che lo aveva messo a capo degli operai e lo aveva sempre trattato con rispetto, aprendogli la sua casa. E sarà proprio suo figlio minore la voce narrante della storia.

Il giovane Na’im dopo essere caduto in un crepaccio ha ora un piede deformato, e sta cercando disperatamente il suo posto nel mondo per non sentirsi un peso per la sua famiglia. Carter, intuendone la grande intelligenza lo prenderà sotto la sua ala, e lo porterà con sé assieme al padre, quando la sua fortuna ricomincia improvvisamente a girare.

Nel frattempo, infatti Lord Carnarvon, un ricco e nobile inglese affascinato dall’Egitto e desideroso di possedere dei preziosi reperti, si è detto  disposto a finanziare gli scavi dell’archeologo.

Tornato a fare il lavoro che ama più di ogni cosa, Carter si rivelerà una carta vincente, e dopo qualche anno in cui ci sono scoperte di rilievo ma non eclatanti, manda un messaggio al conte invitandolo a presenziare l’apertura di una tomba che sembra inviolata. Da qui in poi è storia, e di questa grande scoperta ci sono anche vari filmati dell’epoca che si possono visionare.

Se per quasi tutto il libro vi è una grande attinenza storica, l’autrice ha inserito però abilmente alcuni elementi che rendono il tutto pieno di grande mistero e fascino. Il richiamo ai guardiani, di cui abbiamo visto nel libro precedente la nascita, (gli antichi dei che sembrano punire inesorabilmente chi disturba il sonno degli antichi faraoni), e un bracciale dai poteri misteriosi. Elementi che insieme al reperto classificato come JE60754 daranno vita ad una nuova saga che vede come primo libro “L’ombra del serpente”.

Mi è piaciuto come l’autrice abbia unito realtà e fantasia, cavalcando la grande superstizione che ha circondato per anni la scoperta di questa tomba. Nonostante la scienza abbia spiegato gran parte di ciò che è avvenuto, e il perché delle tante morti che si sono susseguite fra coloro che lavorarono agli scavi, non si può non rimanere affascinati dall’idea che antiche magie proteggano le spoglie dei faraoni e i loro sepolcri.

Il grande amore per la storia pervade gli scritti dell’autrice, la grande cura nelle ricerche, e ne emerge il ritratto di un uomo che amava l’Egitto e i suoi segreti come nessun altro, e che per anni ha lavorato sui reperti ritrovati sapendo che la sua scoperta lo avrebbe sempre messo in secondo piano rispetto al tesoro trovato.
 «Ho dato tutto all’Egitto» esalò infine. «E non mi è rimasto più nulla. Forse nemmeno me stesso. Tornerò alla mia vecchia casa di Albert Court e trascorrerò lì gli anni che mi rimangono. Non saranno molti, lo sento.» 

Uno stile fluido e scorrevole quello dell’autrice, che da vita a personaggi ben delineati, mischiandoli sapientemente con personaggi reali, e inserendoli in una trama romanzata sì, ma che comunque grande attinenza ha con la storia documentata. Regalandoci una piacevole esperienza di lettura.

A noi non rimane che la tristezza di pensare che se una tale meraviglia era celata nella tomba di un re così giovane che non ha avuto il tempo di ammassare un grande tesoro, quanta stupefacente bellezza poteva essere celata nel sepolcro di un faraone come Ramses II rimasto al potere decenni. Splendori che non avremo mai occasione di ammirare, una perdita inestimabile per una civiltà capace di affascinare ancora dopo secoli.




Recensione: Lucia63
Editing: Roberta

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